Utilizzo delle onde infrarosse per ridurre l’infiammazione delle gengive Quando si tratta di parodontite, si utilizzano specifiche lunghezze d’onda infrarosse per contrastare l’infiammazione delle gengive. Non si tratta semplicemente di riscaldare la superficie della pelle: in realtà, l’energia infrarossa viene inviata nei tessuti più profondi, per modificare la reazione delle gengive all’infezione. Come si fa a controllare l’infiammazione? L’energia infrarossa penetra nei tessuti gengivali e raggiunge i legamenti parodontali situati più in profondità. Lì, vengono individuate alcune proteine specifiche, come TNF-α e IL-1β, che sono responsabili dell’infiammazione e dei danni ai tessuti. Utilizzando l’energia infrarossa, è possibile far sì che queste proteine vengano prodotte in quantità ridotte. Una volta ottenuto questo risultato, il ciclo di distruzione dei tessuti si ferma e questi iniziano finalmente a guarire. Come applicare questa tecnica in ambito clinico Tuttavia, le onde infrarosse non sono una soluzione magica: non possono essere utilizzate da sole. Funzionano meglio come strumento complementare alla pulizia profonda delle gengive e alla raschiatura delle radici dentali. Prima di tutto, bisogna eliminare il biofilm batterico; successivamente, si può utilizzare la terapia infrarossa per ridurre rapidamente l’infiammazione. Il calore delicato favorisce la circolazione sanguigna, eliminando le sostanze nocive e portando ossigeno fresco nei tessuti. Se si utilizza questa tecnica subito dopo la pulizia, si noterà una rapida diminuzione dell’infiammazione delle gengive. I punti critici Naturalmente, è necessario trovare un equilibrio preciso. Bisogna stare attenti alla dose di energia utilizzata: se essa è troppo elevata, si rischia di danneggiare il rivestimento sensibile della bocca. L’obiettivo è far arrivare l’energia fino all’osso alveolare, senza però danneggiare la superficie stessa. Per questo motivo, è necessario utilizzare strumenti in grado di controllare con precisione tempi e distanze di applicazione. Ci vuole quindi un emettitore calibrato e mani esperte per ottenere i risultati desiderati.